Live Journal > Storia della moda: Diana Vreeland

Oggi parliamo dell’abito che conquistò Diana Vreeland, storica direttrice diVogue.

Nell'autunno del 1968, su invito di Consuelo Crespi, Italian editor di Vogue USA, Rosita Missoni giunge a Roma, in una suite del Grand Hotel, per un incontro con Diana Vreeland, direttore della testata americana. Per presentare la piccola collezione di abiti che ha portato con sé, Rosita si presenta accompagnata dalla sua indossatrice. Ma è la stessa Consuelo Crespi che, aiutandola a togliere i vestiti dalla valigia, decide per l'occasione di prestarsi a fare da modella. 

"Chi avrebbe potuto chiedere di meglio?" ricorda Rosita "una donna bellissima, di grande eleganza, uno stile che le si addiceva benissimo e soprattutto innamorata dei nostri abiti".

Diana Vreeland entrando nella suite da una stanza attigua, alla vista di questi abiti colorati ne prende uno tra le mani e piroettando nella stanza se lo avvolge intorno esclamando con entusiasmo: "Who says colors are seven? ...there are tones!”. ("Chi ha detto che i colori sono sette? …ci sono anche i toni!").

A seguito di questo felice incontro Diana Vreeland scrive una lettera a Rosita e Ottavio Missoni invitandoli ad andare a New York nella primavera successiva. Sarà lei stessa ad organizzare per loro un incontro con i fashion coordinators dei più importanti Department Stores di New York al quale parteciperà anche la sua redazione al completo.